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26.01.2006 - Notizie

Dalle Alpi al Vaticano

I margari di "Marghè marghìer" dal Papa

Sandro Gastinelli e Marzia Pellegrino con il campanaccio che i margari hanno donato al Papa.
Per i margari presenti e per tutta l'equipe che ha realizzato "Marghè Marghìer" la data di mercoledì 25 gennaio 2006 sarà da ricordare per molto tempo.

Con partenza da Saluzzo (Cn), alle 21 di martedì 24, il pullman con a bordo una sessantina di margari della provincia di Cuneo, fra i quali anche numerosi protagonisti e comparse del film, ha viaggiato per tutta la notte alla volta di Roma per essere in piazza San Pietro già alle prime luci dell'alba. Erano appena passate le sette del mattino quando una fragorosa "rudunà" apriva una giornata romana densa di appuntamenti importanti per i "cowboy delle Alpi". Anche le luci dello studio di Papa Benedetto XVI si accendevano e Monsignor Aldo Martini, piemontese d'origine, accoglieva la delegazione margara con i biglietti d'invito per partecipare all'udienza papale delle 10.30 in sala Nervi.

Giornata importante anche per il Santo Padre quella di mercoledì 25, lo attendeva la presentazione della sua prima enciclica: "Deus Caritas Est". E ai margari questo fatto non poteva passare inosservato: un "tupin" celebrativo era stato appositamente predisposto e di li a poco sarebbe andato direttamente nelle mani di Ratzinger motivato da una pergamena con su scritto: "A Sua Santità Benedetto XVI nel giorno della pubblicazione della Sua prima enciclica Deus Caritas Est. Questa campana dei margari del Piemonte richiami l'attenzione sulla parola del Vicario di Cristo e renda forte l'invocazione della Sua benedizione sul popolo delle Alpi che qui rende omaggio al Signore".

All'udienza migliaia di fedeli accoglievano Benedetto XVI come una rock-star e delegazioni provenienti da tutto il mondo gli rendevano omaggio, ognuna a proprio modo.

Nel corso della cerimonia i margari eseguivano in ogni momento possibile fragorose "rudunà", in segno di saluto al Pontefice e diventando ben presto essi stessi le star dell'assemblea.

Prima di chiudere l'orazione, non sono mancavano momenti di sincera commozione, quando Benedetto rivolgendosi direttamente ai margari diceva: "Vi incoraggio a perseverare nel vostro lavoro a contatto con la natura, che può facilitare l'incontro con il Creatore".

All'uscita l'allegria dilagante dei margari ha contagiava un po' tutti. Fedeli e turisti occasionali a lungo inseguivano la chiassosa delegazione cuneese per una foto ricordo con gli onnipresenti "tupin", i campanacci, simbolo dell'orgoglio margaro.

La giornata aveva in serbo ancora altri appuntamenti importanti: iniziavano i preparativi per la proiezione di "Marghè marghìer" alla Camera dei Deputati, nella Sala delle Conferenze di Palazzo Marini.

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