Le mie impressioni dal Trento Filmfestival 2005
A detta di tutti è stata molto alta la qualità dei film ammessi in concorso quest'anno. Vero. Durante la mia breve permanenza a Trento nei giorni del Filmfestival ne ho potuti vedere alcuni. Tra questi "Bergkristall" di Joseph Vilsmaier (Germania) e "The devil's miner" di Richard Ladkan e Kief Davidson (Germania/USA). Davanti ai film di Vilsmaier ormai mi viene quasi da mettermi in ginocchio: è un grande maestro, il suo un film che rapisce, avvince, commuove anche, grande direzione degli attori, ottima la fotografia per la verità un po' castigata dalla proiezione da videocassetta e non dalla nativa pellicola 35mm. "The devil's miner", che vincerà meritatamente la Genziana d'Oro quale miglior film di montagna, è molto ben costruito nel racconto a più voci del protagonista Basilio, minatore boliviano di 12 anni, e degli altri sfortunati attori.
Forse un po' lento, ma con un ritmo comunque adatto al tema del film. Qualche appunto andrebbe fatto alla giuria che ha assegnato la Genziana d'Argento per il miglior film di ambiente montano e di sviluppo sostenibile a "The gorillas of my grandfather" di Adrian Warren (Austria), un film sui gorilla africani; io il film di Warren lo avevo già visto in ottobre al Sondrio Festival, il filmfestival internazionale sui parchi naturali, e lo definirei un film naturalistico, semmai di esplorazione. Per lo stesso premio è stata assegnata una menzione a "The falcon that flew with man" di Leo Dckinson (Gran Bretagna), un film su un tizio che si lancia in volo libero e prima di aprire il paracadute sfreccia nel cielo al fianco di un falco pellegrino, il volatile più veloce al mondo. Temo di non comprendere a questo punto il significato di "ambiente montano e sviluppo sostenibile", forse che per sostenere la montagna bisogna cimentarsi nel paracadutismo o andare in cerca di animali esotici? Con tutti i veri montanari che abitano le nostre Alpi non credo sia il caso.
La scelta di disseminare proiezioni e eventi in tutta la città non è poi stata un granché: sia gli "addetti ai lavori" che gli spettatori hanno passato il tempo a spostarsi e il luogo di incontro più usuale è risultato essere la strada, almeno quando si aveva la fortuna di incrociare la persona che si stava cercando.
Sandro Gastinelli