Diario della magica notte del Tibert
Il 13 agosto 2005: anteprima di "Marghè marghìer"
Io e Marzia siamo riusciti questa volta a finire il film miracolosamente presto e cioè alle due di notte di sabato 13 agosto 2005. La proiezione è prevista per le ore 21.15 dello stesso giorno al "Giàs del Monte Tibert" a 2200 metri di altitudine.
Quindi il motociclista che prevedevo di fare intervenire per portarmi sul luogo della proiezione qualche minuto prima, con il film appena finito, non sarà scomodato e dalle 2 alle 21 del 13 agosto abbiamo il tempo di predisporre la proiezione.
Nel pomeriggio carichiamo tutta l'apparecchiatura necessaria e imbocchiamo la Valle Maira, poi da Macra su verso il vallone di Celle e a Celle sosta per sentire un po' l'aria che tira.
Sono le 15 e una ventina di persone si sta accordando per salire, chi in auto chi a piedi.
Ci dovrebbe anche essere un bus navetta, un pulmino a 9 posti che però in una prova mattutina si è rivelato inadatto a percorrere gli stretti tornanti della salita... troppo pericoloso. Viene preferito un fuoristrada a 7 posti che entrerà però in azione solo più tardi.
A Celle trovo anche Osvaldo Bellino, giornalista e autore insieme a Paolo Viano del soggetto del film. Dice che stiamo facendo una cosa da pazzi e che servirà anche più di una benedizione.
Saliamo. Da Celle al giàs ci sono circa 15 Km, il primo è asfaltato poi è mulattiera di montagna.
Ci sono difficoltà a salire perché incrociamo chi scende dalla messa che è stata celebrata al mattino in cima al Tibert, 2600 e fischia metri: la strada è stretta e è difficile scartare.
Arriviamo al giàs, una conca verde che si apre all'improvviso dopo aver passato l'ultimo sperone di roccia. Dietro alla casa del margaro sono già piazzate alcune tende, la notte saranno una ventina.
Subito al lavoro. Individuiamo il posto ideale per la proiezione: una specie di arena naturale al centro della quale pensiamo lo schermo. "Batista", che oltre a essere vice sindaco di Celle Macra e abile scultore del legno è anche bravissimo nella ricerca di soluzioni alternative, ha unito 4 pannelli elettorali e formato una base per lo schermo di 4 metri per 4. Sui pannelli si leggono ancora alcuni brandelli dell'ultima campagna elettorale. Sul telaio di 4 metri per 4 fissiamo uno schermo come Dio comanda e con un sistema di tronchi, assicelle e funi issiamo lo schermo.
Intanto continua a arrivare gente a piedi e in mountain bike.
Dobbiamo sistemare anche le casse acustiche per la diffusione sonora. In terra non va, allora piantiamo 4 pali in cima ai quali fissiamo le 4 casse. Tiriamo tutti i cavi necessari, giù anche il mixer, il DVD, il proiettore, un faro per la presentazione, microfoni e aggeggi vari.
Dobbiamo ancora aspettare per la prova perché il generatore che il Comune di Celle Macra aveva predisposto s'è scassato durante il difficile trasporto e adesso se ne sta ricuperando un altro che è per strada.
Sono le 20 e insieme alla gente, che ora arriva anche in fuoristrada e su utilitarie di vario tipo, arriva anche il generatore di riserva con il pieno di benzina e altri dieci litri pronti all'uso... non si sa mai.
La temperatura nessuno la sa: ci aspettiamo per la sera non più di 4 o 5 gradi. C'è parecchia umidità: una scatoletta di cartone che contiene alcuni raccordi audio/video mi si disfa in mano, l'avevo appoggiata nel prato una mezz'ora prima.
Proviamo con il generatore di riserva, che sistemiamo in una buca a un centinaio di metri dal luogo della proiezione, per via del rumore. Tutto funziona, anche meglio di quanto pensassimo. Ora speriamo che l'umidità non ci faccia scherzi. Spegniamo tutto e andiamo a mangiare alla casa del Margaro. Il margaro è Filippo Allione detto Flip che qui lavora con la moglie Rosy e i figli Daniela e Manuele. Ma stasera ci sono anche altri margari che stanno arrivando insieme a altra gente, proveniente da varie zone della provincia di Cuneo. Ci sono anche persone di Roma, Milano, Mantova, Genova... turisti occasionali con la voglia di esserci.
La cena è rapidissima poi tutti al "cinema".
Il generatore stenta un po' a partire e mi ritrovo all'improvviso a pregare, poi si scalda ed è luce.
Continuiamo a non conoscere la temperatura reale, ma a naso effettivamente non possono essere più di 4 o 5 gradi.
Alle 21.15 in perfetto orario rompe il ghiaccio, nel vero senso della parola, Osvaldo Bellino che dice di aver perso una scommessa con me: lui non sperava in un pubblico così numeroso.
Osvaldo mette le mani avanti evidenziando la precarietà della proiezione, fornisce alcune chiavi di lettura del film e avverte che la visione è in lingua originale: non c'è stato tempo per i sottotitoli. Le lingue parlate nel film sono italiano, provenzale alpino e piemontese così si consiglia agli "stranieri" di sistemarsi vicino agli indigeni che si prestano a una traduzione simultanea artigianale.
Parte il film.
Seguo i primi cinque minuti in pole position poi inizio a sistemarmi qua e la tra il pubblico per origliare un po' di commenti, per capire se si ride e si piange al momento giusto e per valutare la bontà della proiezione.
Sono meravigliato e sorpreso dagli applausi che partono spontanei in almeno tre momenti del film, non mi era mai successo... almeno con i miei film.
Al termine ancora applausi quando partono le foto dei protagonisti con le didascalie, ma manca almeno un minuto e mezzo ai titoli di coda. Non fa niente: forse per scaldarsi il pubblico tiene l'applauso fino alla fine e alla fine sono quasi in lacrime per tutto questo affetto.
Cerco di dire qualcosa, ringrazio tutti e soprattutto Marzia che ha meriti quanto me, non solo per quest'ultimo film. Oggi è il suo compleanno e invito tutto il pubblico a farle gli auguri con un bacio.
Mentre si crea la fila per gli auguri, i margari danno il via al rinfresco. Tante belle parole e gesti che ricorderò per molto tempo. Qualcuno tiene duro gli altri a letto: chi nella tenda e chi a casa, ma per loro c'è ancora la discesa notturna.
La festa durerà fino a notte fonda, poi anch'io a nanna. Marzia mi ha preceduto, Edith e Leo dormono già da un pezzo.
Sandro Gastinelli