Marzia Pellegrino al Religion Today
Riflessioni su un filmfestival "nuovo"
Il
Religion Today mi piace ricordarlo come il
festival del sorriso, quello solare della direttrice
Lia Beltrami o quello rassicurante e sereno dello sceicco
Abdul Aziz Bukhari, presidente della giuria, piuttosto che il sorriso felice e incredulo di
Edith, mia figlia, al momento della premiazione. E anche il mio sorriso, soddisfatta per aver mostrato una
piccola realtà locale agli occhi di personaggi così illustri. Illustri, sì. E non penso di esagerare.
Ho conosciuto iraniani, indiani, israeliani... tutti con i loro film da presentare e le loro
storie da raccontare.
Mi sono resa conto che le differenze tra le religioni non sono poi così grandi e che molte cose ci accomunano. Basta saper guardare anche solo un film e
cercare di capire, senza giudicare.
Ho conosciuto
Fereshteh Taerpour, produttrice iraniana con il velo e l'abito lungo, portati giorno e sera, e la giovane
Zohreh Zamani, regista, anche lei iraniana e anche lei con il velo.
Già, il velo. Elemento tanto discusso che spesso mi innervosisce e invece lì, al
Religion Today, indumento così naturale e bello da vedere, forse perché portato da donne orgogliose di indossarlo nella maniera più "normale" possibile.
A proposito di donne, il premio per il miglior documentario è stato assegnato alla regista israeliana
Nurit Jacobs Yinon per
"Covenant: women, God and all between" (Il patto: le donne, Dio e tutto il resto), un film sulla circoncisione, che purtroppo non ho visto... che occasione persa! Anche lei, come me, alla premiazione, più che per il suo film, ha avuto parole per il suo bambino, lasciato a casa, al quale ha dedicato il premio. È proprio vero che le mamme sono uguali in tutto il mondo.
Insomma, ho partecipato ad un festival
"nuovo" e ne sono stata orgogliosa.
Ho partecipato con un film-reportage semplice ma sincero, come le persone che vi si raccontano, ed ho vinto un premio.
Mi fa sorridere pensare alla giuria che esamina il mio film, un piccolo film su una altrettanto piccola testimonianza di devozione popolare in una valle sperduta del Piemonte, magari dopo altri più solenni e impegnati riguardanti l'
Islam o
Buddha o... eppure questo è accaduto.
Che soddisfazione!
Marzia Pellegrino