Sandro Gastinelli presenta Festival Film, la sezione video-cinematografica del Festival della Montagna di Cuneo
Il programma di Festival Film è consultabile e scaricabile su http://montagna.provincia.cuneo.it/festival/film/
Una immersione nelle storie della nostra terra e della nostra gente che racconta se stessa in due
film-testimonianza che aprono il
Festival di quest'anno.
Con
"Estòrias" di
Diego Anghilante e con
"La luce dentro, storia di Armando" di
Erika Peirano e
Remo Schellino, avremo modo di ascoltare le testimonianze dirette di alcuni
protagonisti della nostra montagna. Gente comunissima, sconosciuta ai più, ma che ci piace considerare come
simbolo di un modo di essere tutto nostro, fatto di storie che ci appartengono e nelle quali possiamo riconoscerci e trovare anche un tiepido conforto.
Poi lo sguardo oltre, anche qui a seguire le vite ordinarie di
persone straordinarie che abitano le montagne del mondo. Storie legate non solo ai protagonisti ma anche agli autori dei film.
Anne e Erik Lapied, sono autori, produttori e realizzatori che lavorano insieme da quasi trent'anni. Hanno girato le montagne, le abitano e le
raccontano con sensibilità, discrezione e coerenza con il loro modo di essere. Amano ciò che raccontano ed è facile intuirlo scorrendo i fotogrammi delle loro pellicole. Ne vedremo un piccolo, ma significativo esempio, in due loro opere recenti realizzate sulle
Alpi francesi e pescate tra le decine di documentari che hanno realizzato tra
Asia, Africa ed
Europa.
Gianluigi Quarti, ci proporrà
i colori della vita di Cesarino Fava, un volto molto noto nel mondo dell'alpinismo, ma che ameremo soprattutto per
l'umanità che esprime e per quel suo
animo di ragazzino che non nasconde e che sa donare ogni volta come una rivelazione.
Così come
una rivelazione è Juan Carlos Romera, da
Granada, che anche lui attraverso l'alpinismo ci offre una metafora della vita con la quale scopriamo come le decisioni apparentemente più improbabili siano quelle che, non solo in senso metaforico, possono fare
la differenza tra la vita e la morte. Il suo
"De un hilo" è quanto di più
innovativo e geniale sia stato realizzato negli ultimi anni nel mondo un po' monotono e spesso retorico dell'alpinismo cinematografico.
Scopriremo poi come
Behzad, esile pastore iraniano, attraverso
l'impeccabile occhio di John Murray, riesca a così ben rappresentare valori che troppo spesso i media ci fanno sembrare estranei a quelle culture solo apparentemente così distanti dalla nostra:
valori come la famiglia, il rispetto, la coerenza, il lavoro, l'orgoglio, la fatica, l'amore.Menga Huonder-Jenny e
Urs Frey, co-autore e produttore, ci daranno una visione quasi psicanalitica dell'
universo femminile, attraverso l'intreccio delle storie ai nostri occhi un po' bizzarre di alcune donne svizzere molto abili nella pratica della caccia.
Insomma
una vetrina, sicuramente parziale, ma
significativa di quanto è improbabile oggi vedere attraverso i canali televisivi.
Lo spettacolo discreto della montagna sarà tutto a Cuneo, nello spazio di quattro serate di primavera,
con tutti gli autori, e molti dei protagonisti, ad accompagnarci.
Buona visione e...
liberate l'emozione.
Sandro Gastinelli, direttore artistico di Festival Film